La dieta chetogenica potrebbe avere effetti benefici anche sul cervello

Secondo due studi, la dieta chetogenica migliorerebbe la memoria a lungo termine e la longevità. Per ora, tuttavia, è stato dimostrato solo nei topi

 

Che le diete chetogeniche vengano ormai considerate miracolose per la perdita di peso è un dato di fatto, anche se dovremmo sempre ricordarci che per ogni dieta che decidiamo di seguire bisognerebbe avere una dose sana di scetticismo.

Tuttavia, nel caso delle diete chetogeniche, due nuovi studi pubblicati in Cell Metabolism sono appena riuscite a dimostrare che diminuire significativamente i carboidrati non solo sembrerebbe favorire la perdita di peso, ma contribuire anche ad allungare la vita, migliorando la memoria a lungo termine. Va precisato, comunque, sebbene questi risultati sembrino molto promettenti, entrambi gli studi sono stati condotti sui topi e non sugli esseri umani.

Per capirlo, il primo studio ha coinvolto alcuni topi, che sono stati suddivisi in tre gruppi, nutriti con diete differenti: il primo è stato alimentato con una dieta priva di carboidrati, il secondo con una dieta bilanciata (gruppo di controllo) e il terzo, invece, una dieta ad alto contenuto di grassi con solo 15% di carboidrati assunti (la soglia in cui i topi rimangono in chetosi, ovvero uno stato alterato del metabolismo degli acidi grassi).

Dai risultati è emerso che il gruppo ad alto contenuto di grassi è risultato più grasso, sebbene sia il gruppo chetogenico e ad alto contenuto di grassi abbiano un elevato apporto calorico rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, il gruppo che seguiva la dieta chetogenica è risultato più longevo.

Per quanto riguarda la memoria, invece, i ricercatori precisano che “nel nostro studio abbiamo trovato un effetto impressionante sulla memoria.
Abbiamo infatti visto un miglioramento costante della memoria in due test differenti nell’arco di 6 mesi”.

Più precisamente, il gruppo chetogenico ha mostrato una normale degradazione cognitiva legata all’invecchiamento, ma ha eseguito meglio (rispetto agli altri due gruppi) alcuni test di memoria, come per esempio imparare a evitare (o meno) una scossa elettrica.

Anche nel secondo studio i topi sono stati suddivisi in base alle tre diverse diete: nessun carboidrato, carboidrati bassi e un gruppo di controllo. In questo caso, però i ricercatori si sono concentrati sulla longevità, riuscendo a dimostrare chiaramente che la durata della vita è aumentata nei topi che seguono una dieta chetogenica rispetto a quelli con una dieta di controllo. “I nostri risultati mostrano che la dieta chetogenica rallenta il declino cognitivo e conserva la funzione motoria con l’avanzare dell’età dei topi”.

Il prossimo passo sarà quello di comprendere meglio il ruolo dei chetoni, non solo per la ricerca generale, ma anche per le aziende farmaceutiche: i ricercatori, infatti, sono interessati ai meccanismi fisiologici dei chetoni, nella speranza di isolarli per un potenziale uso futuro sotto forma di farmaco per gli esseri umani.

Per ora, comunque, va precisato che la strada è ancora molto lunga e che i topi non sono esseri umani. “Siamo molto sorpresi di vedere un tale effetto sulla funzione del cervello. I nostri risultati non implicano che questo funzioni nell’uomo. Per questo, avremo bisogno di ampie sperimentazioni cliniche”, concludono i ricercatori.

di Marta Russo
pubblicato il 3 OTT, 2017 su wired.it

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